Offida D.O.C.G.
REGIONALI

Offida  D.O.C.G

Riconoscimento del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Offida»
Gazzetta n. 149 del 29 giugno 2011
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 15 giugno 2011

Art. 1.

Disciplinare di produzione

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» e' riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
«Offida» Pecorino;
«Offida» Passerina;
«Offida» rosso.

Art. 2.

Base ampelografica

I vini di cui all'art. 1 devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi nell'ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
«Offida« Pecorino:
Pecorino: minimo 85%;
possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Marche, fino ad un massimo del 15%;
«Offida» Passerina:
Passerina: minimo 85%;
possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Marche, fino ad un massimo del 15%;
«Offida» rosso:
Montepulciano: minimo 85%;
possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Marche, fino ad un massimo del 15%.

Art. 3.

Zona di produzione delle uve

Le uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» di cui al precedente art. 2 devono provenire dai vigneti ubicati nella provincia di Ascoli Piceno e Fermo ed inclusi nei territori appresso delimitati.
La zona di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» Pecorino, «Offida» Passerina, comprende gli interi territori comunali di Acquaviva Picena, Appignano del Tronto, Casteldilama, Castorano, Castignano, Cossignano, Montefiore dell'Aso, Offida, Ripatransone, nonche' parte dei territori comunali di Ascoli Piceno, Colli del Tronto, Campofilone, Carassai, Cupramarittima, Grottammare, Montalto Marche, Massignano, Monsampolo del Tronto, Montedinove, Monteprandone, Pedaso, Petritoli, Rotella, San Benedetto del Tronto, Spinetoli.
Tale zona e' cosi' delimitata: partendo dalla SS 16 Adriatica la linea di delimitazione segue la SS 4 Salaria fino ad incontrare la strada che porta a Vallesenzana e raggiunto per detta strada il confine amministrativo che divide il comune di Ascoli Piceno con il comune di Appignano, segue lo stesso fino al torrente Bretta, per continuare sul confine amministrativo tra il comune di Castignano ed il comune di Ascoli Piceno. La stessa linea segue poi il confine amministrativo tra il comune di Castignano e Rotella fino ad incrociare la SP 178 che collega la SP 73 al centro abitato di Capradosso, prosegue per la SP 178 fino al centro abitato di Capradosso per continuare poi fino alla frazione Madonna di Montemisio, da qui prosegue fino alla strada provinciale che collega Castignano a Rotella fino al centro abitato di Rotella da cui prosegue in direzione Poggio Canoso toccando le quote 418, 427, 474, 480,495, 488 fino ad arrivare al centro abitato di Poggio Canoso. Da qui prosegue in direzione C. Rossi passando per le quote 505, 586, 576, 511, 457 e 557. Prosegue per C. Vallorani toccando le quote 565, 507, 400 per raggiungere il centro abitato di Rotella passando per quota 571 da cui prosegue lungo la strada provinciale Rotella-Montalto Marche, fino al ponte sul fiume Aso e da qui prosegue lungo il fiume, verso valle fino all'incrocio con la SS 16 Adriatica che percorre fino alla SS 4 Salaria.
La zona di produzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» rosso comprende l'intero territorio dei comuni di Ripatransone, Offida, Acquaviva Picena, Castorano, Casteldilama, Cossignano, Appignano del Tronto e parte dei territori comunali di Ascoli Piceno, Colli del Tronto, Spinetoli, Monsampolo del Tronto, Grottammare, Massignano, Carassai, Montefiore dell'Aso, Montalto Marche, Castignano, Monteprandone e San Benedetto del Tronto.
Il confine della zona coincide con quello dell'area precedentemente descritta partendo dall'intersezione del torrente Menocchia con la SS 16 Adriatica procedendo verso Sud fino alla intersezione della SS 16 Adriatica con la SS Salaria da cui prosegue verso l'interno fino all'intersezione fra il confine amministrativo tra i comuni di Appignano, Ascoli Piceno e Castignano. Da qui la linea di delimitazione segue il confine amministrativo tra il comune di Appignano e Castignano fino all'intersezione con la strada comunale di Montecalvo e segue la stessa fino alla confluenza con la strada provinciale Offida-Castignano. Dalla periferia di Castignano, partendo dalla strada provinciale Castignano-Cossignano, la linea si immette nel compluvio che porta al fosso dell'Acquachiara seguendo quest'ultima fino al fiume Tesino. A questo punto la linea oltrepassa il fiume segue il fosso delle Pratole che collega il fondovalle con la strada provinciale Cossignano-Montalto Marche; dall'incrocio con questa prosegue sulla strada per Porchia, supera il centro abitato di Porchia in direzione Carassai fino ad incontrare il confine amministrativo tra i comuni di Carassai e Montalto Marche e lo segue fino al torrente Menocchia. Da questo punto segue il torrente fino alla intersezione con la strada Casali San Vito che percorre fino ad incrociare la strada provinciale Montalto-Carassai. Da questo punto percorre la suddetta attraversando i centri abitati di Carassai, Montefiore a Massignano scendendo fino ad incrociare la SS 16 Adriatica.

Art. 4.

Norme per la viticoltura

Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualita'.
I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per le produzioni della denominazione di origine di cui si tratta. Sono esclusi i terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati o di pianura alluvionale.
Per i nuovi impianti ed i reimpianti la densita' dei ceppi per ettaro non puo' essere inferiore a 3.000, in coltura specializzata, sia per vini i bianchi che per il vino rosso.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura consentiti sono quelli gia' usati nella zona e comunque riconducibili alla spalliera semplice.
La Regione puo' consentire le forme di allevamento diverse qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
E' vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva ad ettaro dei vigneti in coltura specializzata e la gradazione minima naturale per la produzione dei vini di cui all'art. 1 sono le seguenti:


Produzione massima Titolo alcolom. volumico
(t/ha) naturale minimo (% vol.)

«Offida» Pecorino 9 11,50 «Offida» Passerina 9 11,50 «Offida» rosso 8,5 12,50


Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva a ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» devono essere riportati nel limite di cui sopra, fermo restando il limite resa uva-vino per i quantitativi di cui trattasi, purche' la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo. Qualora si superi questo ulteriore limite, decade per l'intero quantitativo prodotto il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita.

Art. 5.
Norme per la vinificazione

Le operazioni di vinificazione, di imbottigliamento e di invecchiamento devono essere effettuate nell'ambito della zona di produzione delimitata al precedente art. 3.
E' inoltre consentito che le operazioni di cui all'art. 1, siano effettuate in cantine situate al di fuori del territorio di produzione di cui all'art. 3, comunque all'interno della Regione Marche, a condizione che:
le aziende agricole interessate dimostrino di essere esistenti alla data di pubblicazione del presente decreto;
le dette aziende agricole presentino richiesta motivata e corredata dal parere degli organi tecnici della Regione Marche sulla rispondenza degli impianti di vinificazione e imbottigliamento e sulla reale possibilita' delle aziende di vinificare, di invecchiare e di imbottigliare i propri vini;
le cantine di cui trattasi abbiano la disponibilita' delle rispettive aziende agricole;
e' ammessa la dolcificazione secondo le norme comunitarie e nazionali.
La resa massima dell'uva in vino e la produzione massima di vino per ettaro sono le seguenti:


Resa uva/vino Produzione massima
(%) (hl/ha)

«Offida» Pecorino 70 63 «Offida» Passerina 70 63 «Offida» rosso 70 59,50


Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra ma non il 75% per i vini «Offida» Pecorino, «Offida» Passerina, «Offida» rosso, anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata e garantita. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutta la partita.
L'immissione al consumo dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Offida», nella tipologia «rosso», puo' avvenire solo dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio di 24 mesi complessivi di cui 12 mesi in legno, aumentato di un periodo di 3 mesi di affinamento obbligatorio in bottiglia, a partire da non prima del 1° novembre dell'anno del raccolto. L'immissione al consumo per le tipologie bianche della denominazione di origine controllata e garantita«Offida» deve avvenire dopo il 1° marzo dell'anno successivo a quello della vendemmia.
Per i vini di cui all'art. 1 la scelta vendemmiale e' consentita, ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso le denominazioni di origine controllata «Rosso Piceno», «Falerio», «Falerio» tipologia Pecorino, Terre di Offida nella tipologia Passito,Vino Santo e spumante o verso la indicazione geografica tipica «Marche».

Art. 6.

Caratteristiche al consumo

I vini di cui all'art. 1, all'atto dell'immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
«Offida» Passerina:
colore: giallo paglierino con riflessi dorati;
odore: caratteristico, gradevole;
sapore: secco, tipico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidita' totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l;
«Offida» Pecorino:
colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
odore: caratteristico, gradevole;
sapore: secco, tipico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidita' totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l;
«Offida» rosso:
colore: rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: gradevole, complesso, leggermente etereo;
sapore: secco, armonico, tipico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidita' totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.
I vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» di cui al presente articolo, elaborati secondo pratiche tradizionali in recipienti di legno, possono essere caratterizzati da leggero sentore di legno.
E' in facolta' del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare con proprio decreto i limiti indicati dell'acidita' totale e dell'estratto non riduttore minimo.

Art. 7.

Etichettatura e presentazione

Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all'art. 1 e' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato e similari. E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
Nella etichettatura dei vini di cui all'art. 1 l'indicazione dell'annata di produzione delle uve e' obbligatoria.

Art. 8.

Confezionamento

I vini di cui all'art. 1, devono essere immessi al consumo in bottiglie di vetro di capacita' non superiore a litri 5.
Per le chiusure delle bottiglie sono applicabili le vigenti disposizioni.


Precedente disciplinare
OFFIDA D.O.C.
D.D. 23 Maggio 2001
Rettifica D.D. 20 Febbraio 2009
Art 1 La denominazione di origine controllata “Offida” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Offida Pecorino
Offida Passerina
Offida Passerina passito
Offida Passerina spumante
Offida Passerina Vino Santo
Offida rosso
Art 2 I vini di cui all’art 1 devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Offida Pecorino:
Pecorino minimo 85%
Offida Passerina:
Offida Passerina passito:
Offida Passerina spumante:
Offida Passerina Vino Santo:
Passerina minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ascoli Piceno, fino ad un massimo del 15%.
Offida rosso:
Montepulciano minimo 50%
Cabernet Sauvignon minimo 30%
possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ascoli Piceno, fino ad un massimo del 20%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Offida” di cui al precedente art. 2 devono provenire dai vigneti ubicati nella provincia di Ascoli Piceno ed inclusi nei territori appresso delimitati:
La zona di produzione dei vini a DOC “Offida Pecorino”, “Offida Passerina”, “Offida Passerina passito” e “Offida Passerina spumante” comprende gli interi territori amministrativi dei seguenti comuni:
Acquaviva Picena Appignano del Tronto Casteldilama Castorano
Castignano Cossignano Montefiore dell’Aso Offida
Ripatransone
nonché parte dei territori amministrativi dei seguenti comuni:
Ascoli Piceno Colli del Tronto Campofilone Carassai
Cupramarittima Grottammare Montalto Marche Massignano
Monsampolo del Tronto Montedinove Monteprandone
Pedaso Rotella San Benedetto del Tronto
Spinetoli
Tale zona è così delimitata:
partendo dalla strada statale n. 16 Adriatica la linea di delimitazione segue la strada statale n. 4 Salaria fino ad incontrare la strada che porta a Vallesenzana e raggiunto per detta strada il confine amministrativo che divide il comune di Ascoli Piceno con il comune di Appignano, segue lo stesso fino al torrente Bretta, per continuare sul confine amministrativo tra il comune di Castignano ed il comune di Ascoli Piceno.
La stessa linea segue poi il confine amministrativo tra il comune di Castignano e Rotella fino ad incrociare la strada che collega Castignano a Rotella fino al centro abitato, da cui prosegue lungo la strada provinciale Rotella – Montaldo Marche, fino al ponte sul fiume Aso e da qui prosegue lungo il fiume, verso valle fino all’incrocio della strada statale n. 16 Adriatica, che percorre fino alla strada statale n. 4 Salaria.
La zona di produzione del vino a DOC “Offida rosso” comprende l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Ripatransone Offida Acquaviva Picena Castorano
Casteldilama Cossignano Appignano del Tronto
e parte del territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Ascoli Piceno Colli del Tronto Spinetoli Monsampolo del Tronto
Grottammare Massignano Carassai Montefiore dell’Aso
Montaldo Marche Castignano Monteprandone S. Benedetto del Tronto
Tale zona è così delimitata:
Il confine coincide con quello dell’area precedente descritta partendo dalla intersezione del torrente Menocchia con la strada statale n. 16 Adriatica procedendo fino a sud fino all’intersezione della strada statale n. 16 Adriatica con la strada statale n. 4 Salaria, da qui prosegue verso l’interno fino all’intersezione fra il confine amministrativo tra il comune di Appignano, Ascoli Piceno e Castignano.
Da qui la linea di delimitazione segue il confine amministrativo tra il comune di Appignano e Castignano fino all’intersezione della strada comunale Montecalvo e segue la stessa fino alla confluenza con la strada provinciale Offida – Castignano.
Dalla periferia di Castignano, partendo dalla strada provinciale Castignano – Cossignano, la linea si immette nel compluvio che porta al fosso dell’Acquachiara seguendo quest’ultimo fino al fiume Tesino.
A questo punto la linea oltrepassa il fiume e segue il fosso delle Pratole che collega il fondovalle con la strada provinciale Cossignano – Montaldo Marche, dall’incrocio con questa prosegue sulla strada per Porchia, supera il centro abitato di Porchia in direzione Carassai fino ad incontrare il confine amministrativo tra i comuni di Carassai e Montaldo Marche e lo segue fino al torrente Menocchia.
Da questo punto segue il torrente fino all’intersezione con la strada Casali – San Vito che percorre fino ad incrociare la strada provinciale Montaldo Marche – Carassai.
Da questo percorre la suddetta strada attraversando i centri abitati di Carassai, Montefiore dell’Aso e Massignano scendendo fino ad incrociare la strada statale n. 16 Adriatica.
La zona di produzione del vino a DOC “Offida Passerina Vino Santo” è limitata all’intero territorio dei comuni di:
Offida Ripatransone.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Offida” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della denominazione di origine controllata di cui si tratta.
Sono esclusi i terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati o di pianura alluvionale.
Per i nuovi impianti ed i reimpianti la densità dei ceppi per ettaro di vigneto in coltura specializzata, sia per i vitigni bianchi sia per i vitigni rossi, non può essere inferiore a:
3.000 ceppi/ettaro
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura consentiti sono quelli già usati nella zona e comunque riconducibili alla spalliera semplice, ed atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
La Regione Marche può consentire forme di allevamento diverse qualora siano tali da migliorare la gestione del vigneto senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata non deve essere superiore a:
Offida Pecorino 10,00 tonnellate/ettaro
Offida Passerina 12,00 tonnellate/ettaro
Offida Passerina spumante 12,00 tonnellate/ettaro
Offida Passerina passito 12,00 tonnellate/ettaro
Offida Passerina Vino Santo 12,00 tonnellate/ettaro
Offida rosso 10,00 tonnellate/ettaro
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva ad ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente coperta dalla vite.
A tale limite anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi. Le eccedenze delle uve nel limite massimo del 20% non hanno diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Offida” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Offida Pecorino 11,50% vol.
Offida Passerina 11,00% vol.
Offida Passerina spumante 10,50% vol.
Offida Passerina passito 11,50% vol.
Offida Passerina Vino Santo 11,50% vol.
Offida rosso 12,50% vol.
Art 5 Le operazioni di vinificazione ivi compresi l’invecchiamento obbligatorio, l’affinamento dei vini rossi, devono essere effettuate nell’intero territorio provinciale di Ascoli Piceno.
L’appassimento delle uve e tutte le operazioni successive, relative alla produzione delle tipologie “passito e Vino Santo” devono essere effettuate all’interno delle rispettive zone di produzione di cui all’art 3.
La spumantizzazione con il metodo classico (fermentazione in bottiglia) deve essere effettuata all’interno della zona di produzione sopra citata, mentre la spumantizzazione con il metodo Martinetti (autoclave) può essere effettuata su tutto il territorio nazionale.
La tipologia “Offida passito” deve essere ottenuta con appassimento delle uve in pianta e/o dopo raccolta in locali idonei anche termoidrocondizionati, fino a raggiungere un contenuto zuccherino di almeno
260,00 grammi/litro
La tipologia “Offida Vino Santo” deve essere ottenuta con appassimento delle uve esclusivamente in locali idonei su graticci o appese, senza alcun tipo di forzatura, fino a raggiungere un contenuto zuccherino di almeno
260,00 grammi/litro
L’uva appassita può essere ammostata non prima del
1° Dicembre dell’anno di produzione delle uve
e non oltre il
31 Marzo dell’anno successivo a quello di produzione delle uve
e la fermentazione non è condizionata nei tempi di avvio e di conclusione.
La fermentazione e la maturazione devono avvenire in recipienti di legno della capacità massima di 500 litri
per un periodo di almeno:
Offida passito un anno
Offida Vino Santo due anni
La tipologia spumante deve essere ottenuta esclusivamente per rifermentazione naturale e la durata del procedimento di elaborazione deve essere non inferiore a:
6 mesi
La resa massima dell’uva in vino e la produzione massima di vino per ettaro, comprese le aggiunte per l’elaborazione dei vini spumanti sono le seguenti:
Offida Pecorino 70% 70,00 ettolitri/ettaro
Offida Passerina 70% 84,00 ettolitri/ettaro
Offida Passerina spumante 70% 84,00 ettolitri/ettaro
Offida passito 40% 48,00 ettolitri/ettaro
Offida Vino Santo 40% 48,00 ettolitri/ettaro
Offida rosso 70% 70,00 ettolitri/ettaro
Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75% per i vini “Offida Pecorino, Passerina, Passerina spumante e rosso” o il 53% per i vini “Offida passito e Offida Vino Santo”, anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
I seguenti vini devono essere sottoposti al relativo periodo di invecchiamento:
Offida rosso 24 mesi di cui almeno 6 mesi in legno
Offida passito 18 mesi di cui almeno 12 mesi in legno
Offida Vin Santo 36 mesi di cui almeno 24 mesi in legno
I periodi di invecchiamento decorrono tutti dal
1° Dicembre dell’anno di produzione delle uve
L’immissione al consumo dei vini a DOC “Offida rosso”, può avvenire solo dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio previsto, aumentato di un periodo di affinamento obbligatorio di almeno
sei mesi in bottiglia
L’immissione al consumo per le altre tipologie bianche della DOC “Offida” deve avvenire dopo il 1° Marzo dell’anno successivo alla vendemmia
Per i vini di cui all’art 1 la scelta vendemmiale è consentita, ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso le DOC “Rosso Piceno” e “Falerio dei Colli Ascolani” o verso la indicazione geografica tipica “Marche”.
Art 6 I vini di cui al precedente art 1, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
Offida Pecorino:
colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
profumo: caratteristico, gradevole;
sapore: secco, tipico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr./l.;
estratto non riduttore minimo: 16,00 gr./l.;
Offida Passerina:
colore: giallo paglierino con riflessi dorati;
profumo: caratteristico, gradevole;
sapore: secco, tipico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr./l.;
estratto non riduttore minimo: 16,00 gr./l.;
Offida rosso:
colore: rosso rubino tendente al granata;
profumo: gradevole, complesso, leggermente etereo;
sapore: asciutto, sapido, armonico, tipico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr./l.;
estratto non riduttore minimo: 22,00 gr./l.;
Offida Passerina spumante:
spuma: fine e persistente;
colore: giallo paglierino tenue;
profumo: gradevole, lievemente fruttato;
sapore: secco, tipico, caratteristico, gradevolmente acidulo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,00 gr./l.;
estratto non riduttore minimo: 16,00 gr./l.;
Offida Passerina passito:
colore: giallo paglierino sino all’ambrato più o meno carico;
profumo: caratteristico dell’appassimento, etereo,intenso;
sapore: dall’amabile al dolce, vellutato, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,50% vol.;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr./l.;
acidità volatile massima: 1,60 gr./l.;
estratto non riduttore minimo: 25,00 gr./l.;
Offida Passerina Vino Santo:
colore: ambrato più o meno carico;
profumo: caratteristico dell’appassimento, etereo, intenso;
sapore: dall’amabile al dolce, armonico, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol.;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr./l.;
acidità volatile massima: 1,60 gr./l.;
estratto secco netto minimo: 25,00 gr./l.;
I vini della DOC “Offida” di cui al presente articolo, elaborati secondo pratiche tradizionali in recipienti di legno, possono essere caratterizzati da leggero sentore di legno.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7 Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, vecchio, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente. Sono consentite le menzioni facoltative previste dalle norme comunitarie, oltre alle menzioni tradizionali, come quelle del colore, della varietà di vite, del modo di elaborazione e altre purché pertinenti ai vini di cui all’art 1.
Il riferimento alle indicazioni geografiche e toponomastiche di unità amministrative, frazioni, aree, zone e località, dalle quali effettivamente provengono le uve, è consentito soltanto in conformità al disposto legislativo.
Le menzioni facoltative esclusi i marchi ed i nomi aziendali possono essere riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine controllata del vino, salvo le norme più restrittive.
Nella etichettatura dei vini di cui all’art 1 l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria.
Per gli spumanti prodotti con metodo classico (rifermentazione naturale in bottiglia) è obbligatorio indicare l’anno della sboccatura.
Art 8 I vini di cui all’art 1, escluse le tipologie “Passerina passito e Passerina Vino Santo”, possono essere immessi al consumo soltanto in recipienti di volume nominale fino a 5,000 litri.
Le tipologie “passito e Vino Santo” devono essere immesse al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità nominale non superiori a 0,750 litri chiuse con tappo di sughero raso bocca.
Per i vini rossi è obbligatorio l’uso di tappi in sughero raso bocca.
Per la tappatura dei vin i spumanti si applicano le norme vigenti.
Per i vini bianchi è consentito l’uso di tappi raso bocca in materiale sintetico.

 

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